<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>AFFRICA</title>
	<atom:link href="http://affrica.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://affrica.org</link>
	<description>Notizie, informazioni e approfondimenti sul continente nero</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Feb 2012 10:40:43 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Tisser l’avenir du Sénégal: un progetto di empowerment femminile</title>
		<link>http://affrica.org/tisser-l-avenir-du-senegal-un-progetto-di-empowerment-femminile/</link>
		<comments>http://affrica.org/tisser-l-avenir-du-senegal-un-progetto-di-empowerment-femminile/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 23:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Affrica-mc</dc:creator>
				<category><![CDATA[CSAS Life]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cat_tecnica_01]]></category>
		<category><![CDATA[AFFRICA]]></category>
		<category><![CDATA[ASECON]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione internazionale allo sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[CSAS]]></category>
		<category><![CDATA[donne africane]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Senegal]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://affrica.org/?p=5406</guid>
		<description><![CDATA[Il progetto “Tisser l’avenir du Sénégal: un progetto di empowerment femminile” ha come obiettivo generale l&#8217;empowerment delle donne senegalesi residenti nella periferia di Dakar (Senegal) e nei comuni di Olbia e Tempio Pausania (Sardegna).
Il progetto prevede l&#8217;avvio di corsi di formazione multidisciplinare sia in Senegal che in Sardegna e la creazione di un fondo d&#8217;appoggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5407" title="logo definitivo" src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/02/logo-definitivo-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Il progetto “<strong>Tisser l’avenir du Sénégal: un progetto di empowerment femminile</strong>” ha come obiettivo generale l&#8217;empowerment delle donne senegalesi residenti nella <strong>periferia di Dakar</strong> (Senegal) e nei <strong>comuni di Olbia e Tempio Pausania</strong> (Sardegna).</p>
<p>Il progetto prevede l&#8217;avvio di <strong>corsi di formazione multidisciplinare</strong> sia in Senegal che in Sardegna e la creazione di un fondo d&#8217;appoggio dedicato all&#8217;<strong>avvio di attività  imprenditoriali </strong>in Senegal ed alla costituzione di un&#8217;associazione in Sardegna.</p>
<p>Il progetto ha una durata di <strong>12 mesi</strong> – è partito alla fine del 2011 – ed un costo complessivo di 95.000 euro. È finanziato dalla <strong>Regione Autonoma della Sardegna</strong>, attraverso la legge 19/96 in materia di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e di collaborazione internazionale e cofinanziato dai partner del progetto.</p>
<p>Capofila è l&#8217;<strong>Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Olbia </strong>ma il progetto prevede la collaborazione dell’ONG di Cagliari <strong>Amici senza Confini </strong>(<strong>ASECON</strong>), dell’ONG senegalese <strong>Concept</strong> come partner locale, dell’associazione <strong>Laboratorio Interculturale per l&#8217;immigrazione</strong> con sede a Olbia e del <strong>Comune di Tempio</strong> e di <strong>AFFRICA</strong> <strong>– Centro Studi Africani in Sardegna (CSAS)</strong> – in qualità, questi ultimi due, di partner aggiuntivi.</p>
<p>In <strong>Senegal </strong>sono previsti due percorsi formativi<strong> </strong>rivolti ad un totale di circa <strong>300 donne</strong> facenti parte di alcune associazioni femminili della periferia di Dakar.</p>
<p>Parallelamente alla formazione sarà avviato un centro d’appoggio all’imprenditoria e sarà costituito un fondo di microcredito che permetterà alle donne coinvolte nella formazione di avviare piccole iniziative imprenditoriali.</p>
<p>Anche in <strong>Sardegna</strong> saranno realizzati due percorsi formativi, rivolti entrambi a circa <strong>30 donne</strong> senegalesi residenti nei Comuni di Olbia e Tempio Pausania.</p>
<p>Durante il percorso di formazione, le donne senegalesi residenti nei comuni di Olbia e Tempio Pausania saranno supportate da un centro di appoggio all’imprenditoria e, al termine della formazione, saranno assicurati loro gli strumenti per la creazione e la gestione di un’associazione di donne senegalesi in Sardegna.</p>
<p>Il <strong>CSAS </strong>sarà chiamato a svolgere un importante ruolo nella diffusione dei risultati e nel garantire una costante visibilità al progetto, tramite il sito <strong>Affrica</strong>. Come concordato con i membri del CSAS, i ricercatori del Centro Studi Africani in Sardegna saranno chiamati a redigere dei report sul progetto, in collaborazione con l’ONG Amici Senza Confini, che illustrino nel dettaglio il progetto ed i risultati raggiunti. È stato inoltre previsto che tali report vengano pubblicati sul sito di Affrica.</p>
<p><strong>Link: <a href="http://www.asecon.it/ " target="_blank">ASECON</a> | <a href="https://www.facebook.com/events/387464721269287/#!/profile.php?id=100001631215154&amp;sk=wall" target="_blank">ASECON su Facebook</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://affrica.org/tisser-l-avenir-du-senegal-un-progetto-di-empowerment-femminile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Tisser l’avenir du Sénégal&#8221;. A Cagliari il 29 febbraio</title>
		<link>http://affrica.org/tisser-l-avenir-du-senegal-a-cagliari-il-29-febbraio/</link>
		<comments>http://affrica.org/tisser-l-avenir-du-senegal-a-cagliari-il-29-febbraio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 22:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Affrica-mc</dc:creator>
				<category><![CDATA[CSAS Life]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cat_tecnica_02]]></category>
		<category><![CDATA[AFFRICA]]></category>
		<category><![CDATA[ASECON]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione internazionale allo sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[CSAS]]></category>
		<category><![CDATA[donne africane]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Senegal]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://affrica.org/tisser-l%e2%80%99avenir-du-senegal-a-cagliari-il-29-febbraio/</guid>
		<description><![CDATA[Si terrà a Cagliari, mercoledì 29 Febbraio 2012 alle ore16.30, presso l&#8217;Aula Magna della Facoltà di Scienze Politiche in Viale S. Ignazio 78, la Conferenza di presentazione del progetto “Tisser l’avenir du Sénégal: un progetto di empowerment femminile”.
Il progetto ha come obiettivo generale l&#8217;empowerment delle donne senegalesi residenti nella periferia di Dakar (Senegal) e nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5407" title="logo definitivo" src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/02/logo-definitivo-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Si terrà a <strong>Cagliari</strong>, mercoledì <strong>29 Febbraio</strong> 2012 alle ore16.30, presso l&#8217;Aula Magna della <strong>Facoltà di Scienze Politiche</strong> in Viale S. Ignazio 78, la Conferenza di presentazione del progetto “<strong><a href="http://affrica.org/tisser-l-avenir-du-senegal-un-progetto-di-empowerment-femminile/" target="_blank">Tisser l’avenir du Sénégal: un progetto di empowerment femminile</a></strong>”.</p>
<p>Il progetto ha come obiettivo generale l&#8217;empowerment delle donne senegalesi residenti nella <strong>periferia di Dakar</strong> (Senegal) e nei <strong>comuni di Olbia e Tempio Pausania</strong> (Sardegna).</p>
<p>Il progetto prevede l&#8217;avvio di <strong>corsi di formazione multidisciplinare</strong> sia in Senegal che in Sardegna e la creazione di un fondo d&#8217;appoggio dedicato all&#8217;<strong>avvio di attività  imprenditoriali </strong>in Senegal ed alla costituzione di un&#8217;associazione in Sardegna.</p>
<p>Il progetto è finanziato dalla <strong>Regione Autonoma della Sardegna</strong>; capofila è l&#8217;<strong>Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Olbia </strong>ma il progetto prevede la collaborazione dell’ONG di Cagliari <strong>Amici senza Confini </strong>(<strong>ASECON</strong>), dell’ONG senegalese <strong>Concept</strong> come partner locale, dell’associazione <strong>Laboratorio Interculturale per l&#8217;immigrazione</strong> con sede a Olbia e del <strong>Comune di Tempio</strong> e di <strong>AFFRICA</strong> – Centro Studi Africani in Sardegna (CSAS) – in qualità, questi ultimi due, di partner aggiuntivi.</p>
<p>Interverranno le autorità della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Olbia e i rappresentanti dei partner di progetto.</p>
<p><strong>Link: <a href="http://www.asecon.it/ " target="_blank">ASECON</a> | <a href="https://www.facebook.com/events/387464721269287/#!/profile.php?id=100001631215154&amp;sk=wall" target="_blank">ASECON su Facebook</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://affrica.org/tisser-l-avenir-du-senegal-a-cagliari-il-29-febbraio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo spazio pubblico e l’arte: il progetto Shaware3na al Cairo</title>
		<link>http://affrica.org/lo-spazio-pubblico-e-l-arte-il-progetto-shaware3na-al-cairo/</link>
		<comments>http://affrica.org/lo-spazio-pubblico-e-l-arte-il-progetto-shaware3na-al-cairo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 23:06:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Affrica-mf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prendi nota!]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cat_tecnica_03]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Mahatat for Contemporary Art]]></category>
		<category><![CDATA[Shaware3na]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://affrica.org/?p=5295</guid>
		<description><![CDATA[Shaware3na è il primo progetto di Mahatat for Contemporary Art, un’iniziativa nata da poco al Cairo che promuove l’arte contemporanea. Il nome, che in arabo (شوارنا) significa “le nostre strade”, simboleggia la presa delle strade della popolazione, che sin dalla rivoluzione le ha fatte sue, e Mahatat le trasforma in teatri pubblici.
Il progetto, che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5297" title="Shaware3na " src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/02/Shaware3na-winter_poster-web_final.jpg" alt="" width="254" height="358" />Shaware3na</strong> è il primo progetto di <strong>Mahatat for Contemporary Art</strong>, un’iniziativa nata da poco al Cairo che promuove l’arte contemporanea. Il nome, che in arabo (<em>شوارنا</em>) significa “<em>le nostre strade</em>”, simboleggia<strong> la presa delle strade della popolazione</strong>, che sin dalla rivoluzione le ha fatte sue, e Mahatat le trasforma in teatri pubblici.</p>
<p>Il progetto, che <strong>è iniziato a gennaio e andrà avanti sino a giugno</strong>, contiene al suo interno diverse sezioni:</p>
<p><strong><span style="color: #800000;">►</span>Art of Transit</strong> (Arte di Passaggio), il primo per ordine cronologico, vede come scenario la<strong> metropolitana che collega Il Cairo a Giza</strong>, e come protagonisti un mimo, una coppia di clown, e diversi attori.</p>
<p><strong><span style="color: #800000;">► </span>Cinema Sky</strong> (Cinema Cielo), durante il quale dei <strong>cortometraggi</strong> verranno<strong> proiettati sui muri di edifici</strong> per la visione dei passanti.</p>
<p><strong><span style="color: #800000;">► </span>Stop and Dance</strong> (Fermati e Balla), all’interno del quale verranno organizzati dei<strong> workshop di danza moderna nelle stazioni della metropolitana</strong>.</p>
<p><strong><span style="color: #800000;">► </span>The Tree Project</strong> (Il Progetto Albero), ultima sezione, in cui degli artisti locali ed internazionali offriranno un <strong>workshop ai  giovani egiziani</strong>, ed alla fine i diversi lavori saranno appesi per le strade del <strong>quartiere Dokki</strong> del Cairo.</p>
<p>A <strong>giugno</strong>, mese che segna la fine di questo progetto, due tra gli ideatori di Mahatat, insieme ad artisti egiziani ed internazionali, organizzeranno una <strong>conferenza della durata di due giorni</strong> dove parleranno e discuteranno l’arte negli spazi pubblici, raccontando le loro esperienze a riguardo.</p>
<p><em>Shaware3na è un progetto presentato da Mahatat for Contemporary Art in cooperazione con il Danish Egyptian Dialogue Institute (DEDI)<br />
</em><strong></strong></p>
<p><strong>Per saperne di più</strong>: <a href="http://mahatatcollective.com/" target="_blank">Mahatat</a> | <a href="https://www.facebook.com/pages/Mahatat-for-contemporary-art/322582157767851" target="_blank">pagina Facebook</a> | <a href="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/02/PDF-shaware3na.pdf">PDF shaware3na</a></p>
<p>Fonte: comunicato stampa</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://affrica.org/lo-spazio-pubblico-e-l-arte-il-progetto-shaware3na-al-cairo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il Griot e altre storie senegalesi&#8221; di Luigina Battistuta e Mor Sow</title>
		<link>http://affrica.org/il-griot-e-altre-storie-senegalesi-di-luigina-battistuta-e-mor-sow/</link>
		<comments>http://affrica.org/il-griot-e-altre-storie-senegalesi-di-luigina-battistuta-e-mor-sow/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 23:34:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Affrica-mc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cat_tecnica_04]]></category>
		<category><![CDATA[griot]]></category>
		<category><![CDATA[Kappa Vu]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura africana]]></category>
		<category><![CDATA[Senegal]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://affrica.org/?p=4998</guid>
		<description><![CDATA[“La musica è storia, e la storia è vita, e finché le storie degli uomini troveranno un canto e una melodia, non moriranno”.
Tre racconti che rivelano come &#8211; nell’angolo d’Africa in cui sono ambientati, il Senegal - l’importanza del legame con la propria terra e la trasmissione delle memorie e delle tradizioni rappresenti un elemento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4999" title="griot" src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/01/griot__.jpg" alt="" width="211" height="255" />“<strong><em>La musica è storia, e la storia è vita, e finché le storie degli uomini troveranno un canto e una melodia, non moriranno</em></strong>”.</p>
<p>Tre racconti che rivelano come &#8211; nell’angolo d’Africa in cui sono ambientati, il <strong><em>Senegal </em></strong>- l’importanza del legame con la propria terra e la trasmissione delle memorie e delle tradizioni rappresenti un elemento essenziale della cultura e della società.</p>
<p>Il desiderio di conoscere la storia per poterla custodire e tramandare, caratterizza il percorso del piccolo Lamin che rinuncia a seguire la tradizione di famiglia di orafi e fabbri per diventare un <strong><em>Griot</em></strong>. Punto di svolta nel suo cammino è l’incontro con Idrissa, “<strong><em>un viaggiatore” </em></strong>che “<strong><em>va dove le gambe lo portano”, </em></strong>una figura affascinante che <strong><em>“custodisce nella sua memoria ogni fatto, lieto, buffo o tragico, per generazioni</em></strong>”. Idrissa, non potendo  passare il testimone al figlio naturale, è convinto che la sua conoscenza andrà persa (<strong><em>“poveri re, nessuno canterà più le vostra gesta e la vostra grandezza, anche su di voi si posa la polvere e il tempo cancella le vostre gesta”</em></strong>). La ricerca di qualcuno degno di prendere il suo posto (“<strong><em>e questa volta seminerò le mie canzoni nel vento, chissà che non riescano a mettere radici da qualche parte e crescere</em></strong>”), porta i frutti sperati e il piccolo Lamin, senza pensarci troppo, decide di seguire il suo “padre adottivo”. Con entusiasmo, il protagonista diviene custode di storie e fatti che, altrimenti, verrebbero dimenticati perché <strong><em>“i ricordi sono come profumi portati dal vento, non li puoi mettere in bottiglia”.</em></strong></p>
<p>Sebbene il suo destino sia diverso, anche Mor Drop, il protagonista della seconda storia, è interessato ai racconti, in particolare quelli del nonno. Viene spaventato con descrizione di coloro che “<strong><em>abitano al di là del mare</em></strong>” che, definiti <strong><em>Tubaab,</em></strong> “<strong><em>hanno il colore della manioca, candidi come il latte di capra e i capelli dritti e gialli come spighe d’orzo</em></strong>”. Convinto dalla vecchia Fatima che queste persone “mangino”, cambia idea quando conosce Valerié, una bambina francese che trascorre le vacanze in Senegal. I due amici crescono e la profezia annunciata a Mor Drop dall’indovino si avvererà: Valerié rinuncerà a una borsa di studio per l’Inghilterra per rimanere in quella terra dalla quale, ormai, non può staccarsi (“<strong><em>sono legata a questo paese. Mi appartiene e gli appartengo</em></strong>”).</p>
<p><img class="alignright" title="griot_" src="../wp-content/uploads/2012/01/griot_.jpg" alt="" width="320" height="480" /></p>
<p>Il terzo racconto gira intorno a un’altra ricchezza dell’Africa e del Senegal: le donne. Pape parte dal suo paese per trovare un lavoro migliore in Francia e lascia le sue donne: la moglie Faty, la mamma Amina, la primogenita Benna e la piccola Diery, che nascerà poco dopo la partenza del padre. “<strong><em>La vita è dura per una famiglia di donne</em></strong>”, ma l’aiuto e la solidarietà della comunità, valori tipici della cultura senegalese, non mancano. In questo modo “<strong><em>la vita nella casa delle donne andava avanti con il ritmo abituale</em></strong>” ma quando Faty e Amina si accorgono di non poter aspettare l’aiuto di Pape, decidono di rimboccarsi le maniche: spolverano i vecchi telai e iniziano a realizzare tessuti. “<strong><em>Le donne – che, una accanto all’altra, sembravano rappresentare le età della vita umana</em></strong>” creano delle stoffe singolari in quanto “<strong><em>dentro c’è qualcosa di speciale, come se tra i fili della trama fosse rimasta impigliata un po’ dell’anima della loro terra</em></strong>”. E il loro lavoro, che oltrepassa il mare per essere apprezzato anche in Europa, sancisce il successo de “<strong><em>la casa delle donne</em></strong>”.</p>
<p>I tre racconti hanno un filo conduttore comune: “<strong><em>oltre al rapporto fra uomini vi sono legami – che si lacerano, cambiano e nascono – tra ogni essere umano e la terra</em></strong>”. Legami che non possono essere tralasciati perché da essi siamo spesso condizionati.</p>
<p>Un libro breve che, grazie anche alle illustrazioni di Tamara Zambon, è piacevole da leggere e da sfogliare. Adatto ai più giovani, ma da consigliare a tutti. Si può comprare direttamente dal sito della casa editrice <a href="http://www.kappavu.it/catalog/default.php" target="_blank"><strong>Kappa Vu</strong></a> (<strong><a href="http://www.kappavu.it/catalog/product_info.php?products_id=229" target="_blank">cliccando qui</a></strong>).</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>MARCELLA TRAMATZU<span style="color: #000000;">, CSAS &#8211; Centro di Studi Africani in Sardegna</span></strong></span></p>
<hr size="1" noshade="noshade" />Il <strong>griot</strong> è una <strong>figura tipica dell’Africa Occidentale </strong>Subsahariana e rappresenta <strong>il depositario della storia orale che trasmette e racconta in versi e a suon di musica</strong>. Soprattutto nelle aree rurali, la sua presenza è considerata indispensabile in celebrazioni particolari quali battesimi, matrimoni, funerali.</p>
<p><strong><img class="alignright" title="kappa vu" src="../wp-content/uploads/2012/01/kappa-vu.jpg" alt="" width="201" height="100" /></strong></p>
<p><strong>More Sow</strong> lavora in Italia dal 1987. Tra le altre cose, collabora alle iniziative di integrazione degli stranieri e di promozione della cultura senegalese.</p>
<p><strong>Luigina Battistuta</strong> ha collaborato come traduttrice con diverse case editrici per bambini e ha realizzato diverse raccolte di racconti brevi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://affrica.org/il-griot-e-altre-storie-senegalesi-di-luigina-battistuta-e-mor-sow/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Jokkò, sguardo sull’Africa subsahariana. Circuito cinematografico dal 27 gennaio all’8 marzo</title>
		<link>http://affrica.org/jokko-sguardo-sull-africa-subsahariana-circuito-cinematografico-dal-27-gennaio-all-8-marzo/</link>
		<comments>http://affrica.org/jokko-sguardo-sull-africa-subsahariana-circuito-cinematografico-dal-27-gennaio-all-8-marzo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 23:33:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Affrica-mf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prendi nota!]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[cat_tecnica_05]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Jokkò. Sguardo sull'Africa subsahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://affrica.org/?p=5345</guid>
		<description><![CDATA[È in corso il circuito cinematografico Jokkò, dedicato all’Africa subsahariana, partito il 27 gennaio e che si concluderà l’8 marzo 2012.
Jokkò. Sguardo sull&#8217;Africa subsahariana nasce dalla collaborazione tra la Federazione Italiana dei Circoli del Cinema (FICC), il Centro regionale FICC Sardegna, ad essa federato, e l&#8217;Associazione Sunugaal, è realizzato con il contributo della Regione Sardegna.
In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-5348" title="Jokkò. Sguardo sull'Africa subsahariana" src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/02/0001-Copia-Copia.jpg" alt="" width="202" height="200" />È in corso il circuito cinematografico <strong>Jokkò</strong>, dedicato all’<strong>Africa subsahariana</strong>, partito il <strong>27 gennaio</strong> e che si concluderà l’<strong>8 marzo 2012.</strong></p>
<p><strong><em>Jokkò. Sguardo sull&#8217;Africa subsahariana</em></strong> nasce dalla collaborazione tra la <strong>Federazione Italiana dei Circoli del Cinema</strong> (FICC), il <strong>Centro regionale FICC Sardegna</strong>, ad essa federato, e l&#8217;<strong>Associazione Sunugaal</strong>, è realizzato con il contributo della Regione Sardegna.</p>
<p>In collaborazione con i <strong>Circoli del Cinema</strong> e le <strong>Associazioni culturali</strong> presenti sul territorio, si propone di presentare all’attenzione del pubblico sardo uno <strong>spaccato dell’Africa subsahariana attraverso il cinema</strong>. Oltre alle proiezioni, sono previsti <strong>laboratori per le scuole</strong> e un seminario per la<strong> formazione del pubblico</strong>.</p>
<p>Trovate il ricco programma completo qui! <a href="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/02/Jokkò.-Sguardo-sullAfrica-subsahariana.pdf"><em>Jokkò. Sguardo sull&#8217;Africa subsahariana</em></a></p>
<p><strong>Per saperne di più:</strong> <a href="http://www.ficc.it/leggi_notizia.php?id=646" target="_blank">FICC</a> | <a href="https://www.facebook.com/events/310003549051698/" target="_blank">Pagina Facebook dell&#8217;evento</a></p>
<p><strong>Per info:</strong> progettojokko@tiscali.it | 3488850127 | www.ficc.it</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5347" title="Jokkò. Sguardo sull'Africa subsahariana" src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/02/0001-Copia.jpg" alt="" width="794" height="440" /></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://affrica.org/jokko-sguardo-sull-africa-subsahariana-circuito-cinematografico-dal-27-gennaio-all-8-marzo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Come un italiano” di Francesco De Filippo</title>
		<link>http://affrica.org/come-un-italiano-di-francesco-de-filippo/</link>
		<comments>http://affrica.org/come-un-italiano-di-francesco-de-filippo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 09:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Affrica-mf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Costa d'Avorio]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://affrica.org/?p=4971</guid>
		<description><![CDATA[Mohammed è nato in Costa  d’Avorio e  vive in Italia da anni, ma non si è mai ripreso dal viaggio che lo ha segnato, come è successo a tanti partiti con lui. Con terrore ricorda il passaggio nel Sahara, i giorni trascorsi in Libia, l’attraversamento del Mediterraneo su una carretta. Critica il fatto che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4975" title="costa d avorio" src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/01/costa-d-avorio.png" alt="" width="181" height="212" />Mohammed</strong> è nato in<strong> Costa  d’Avorio</strong> e  <strong>vive in Italia da anni</strong>, ma<strong> non si è mai ripreso dal viaggio</strong> che lo ha segnato, come è successo a tanti partiti con lui. Con <strong>terrore</strong> ricorda il passaggio nel <strong>Sahara</strong>, i <strong>giorni trascorsi in Libia</strong>, l’attraversamento del <strong>Mediterraneo su una carretta</strong>. Critica il fatto che non esista la possibilità di spostarsi liberamente, disapprova le difficoltà nella mobilità tra continenti, in quanto non si tratta di un “rapporto schietto, reciproco, come dire, umanitario. Al contrario, è un rapporto monodirezionale: <strong>tutti possono andare in Africa ma gli africani possono andare in pochi posti</strong>, e tra questi non ci sono quelli dove davvero vorrebbero andare, cioè l’Europa, l’Occidente in genere. <strong>In Africa possono andare i cinesi a comprare la terra, i belgi a prendersi i diamanti, i francesi a fregarsi il cacao, gli americani e gli inglesi a succhiare il petrolio e così via</strong>, ma gli etiopi non possono entrare in Cina, quelli della Sierra Leone non possono andare a Bruxelles, agli ivoriani non è concesso entrare in Francia e i nigeriani non possono raggiungere né Washington né Londra. È normale, no? <strong>Da sempre l’Africa è il bottino dei ricchi e potenti</strong>, proprio l’Africa che è il luogo più ricco del mondo dal punto di vista delle risorse naturali”.</p>
<p>Mohammed per andare avanti e pagarsi gli studi fa tanti lavori precari, dal call center al magazziniere. Pagato in nero, <strong>la sua storia assomiglia a quella di tanti giovani italiani</strong>. Sì, se non fosse per <strong>un piccolo particolare</strong>: il <strong>colore della sua pelle</strong> e le sue origini, <img class="size-medium wp-image-4972 alignright" title="Come un italiano" src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/01/Come-un-italiano-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" />in un <strong>paese ancora profondamente razzista</strong>, che non vuole accettare ciò che crede “altro” e che quotidianamente lo umilia.</p>
<p>Un paese in cui<strong> gli extracomunitari non possono rivendicare i propri diritti</strong>, “stanno zitti e muti, se protestano lo fanno con violenza spaccando tutto, ma capita raramente e di solito sono criminali. E se lo fanno, poi non li vedi più, scompaiono, ingoiati dal nulla, dalle carceri, dalle caserme, dai Cpt, Cpi e da qualunque altra sigla che garantisce ordine e sicurezza. In Italia sembra sempre che gli stranieri siano arrivati ieri”.</p>
<p>Mohammed si sente solo, stringe i denti, subisce, resiste e sembra non farcela. <strong>Alla fine decide di scegliere</strong>: come ci svela il sottotiolo del libro <em><strong>Mohammed vive da precario. Cerca un &#8220;passaggio&#8221; per emigrare in Africa</strong></em>, sceglie <strong>di nuovo la Costa d’Avorio</strong>. Una<strong> scelta che lo salverà</strong>.</p>
<p><strong><span style="color: #800000;">MARISA FOIS</span></strong><strong>, CSAS – Centro Studi Africani in Sardegna</strong></p>
<hr size="1" noshade="noshade" /><strong>Francesco De Filippo </strong>(Napoli, 1960) è giorna­lista dell’Agenzia Ansa ed è stato corrispondente per Il Sole 24 Ore. Per Infinito Edizioni è stato autore di <strong>Monnezza (2010)</strong> e<strong> </strong>co-autore con <strong>Andrea Camilleri</strong> di <strong>Questo mondo un po’ sgualcito</strong> (2011). Con “<strong>Come un italiano</strong>”, pubblicato con il patrocinio dell’Associazione Mariam Fraternità Onlus, ha vinto il <strong>Premio Internazionale Dottor Domenico Tulino 2011</strong>.</p>
<hr size="1" noshade="noshade" />Francesco De Filippo, <a href="http://www.infinitoedizioni.it/prodotto.php?tid=177" target="_blank"><strong><em>Come un italiano.</em> </strong></a><em><a href="http://www.infinitoedizioni.it/prodotto.php?tid=177" target="_blank"><strong>Mohammed vive da precario. Cerca un &#8220;passaggio&#8221; per emigrare in Africa</strong></a>, </em>Infinito Edizioni, 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://affrica.org/come-un-italiano-di-francesco-de-filippo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Zanele Muholi. L’attivista sudafricana che ricompone i “frammenti di una nuova storia”</title>
		<link>http://affrica.org/zanele-muholi-l-attivista-sudafricana-che-ricompone-i-frammenti-di-una-nuova-storia/</link>
		<comments>http://affrica.org/zanele-muholi-l-attivista-sudafricana-che-ricompone-i-frammenti-di-una-nuova-storia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 09:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Affrica-mf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affrica Pop]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[donne africane]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[Zanele Muholi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://affrica.org/?p=5304</guid>
		<description><![CDATA[Zanele Muholi è una donna sudafricana che racconta attraverso le immagini la realtà della comunità nera di lesbiche, gay, transessuali e trasgender, contrastando una lettura e una scrittura maschile e maschilista della storia.
Fotografa conosciuta a livello mondiale si definisce anzitutto un’“attivista visuale”. Nata a Umlazi nel 1972, Zanele Muholi ha trascorso diversi anni a documentare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-5306" title="Zanele Muholi" src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/02/zanele1-300x300.jpg" alt="" width="252" height="254" />Zanele Muholi</strong> è una donna sudafricana che racconta attraverso le immagini la realtà della <strong>comunità nera di lesbiche, gay, transessuali e trasgender,</strong> contrastando una lettura e una scrittura maschile e maschilista della storia.</p>
<p><strong>Fotografa</strong> conosciuta a livello mondiale si definisce anzitutto un’“<strong>attivista visuale”</strong>. Nata a Umlazi nel 1972, Zanele Muholi ha trascorso diversi anni a documentare i crimini omofobi e razzisti compiuti nel Sudafrica post-apartheid: omicidi e <strong>“stupri correttivi” praticati come “cura” dell’omosessualità</strong>, tacitamente accettati dalla maggior parte della popolazione e giustificati ai fini di una rieducazione alla norma(lità).</p>
<p>Queste violenze sono una realtà molto diffusa in Sudafrica tanto che nella sola Città del Capo l&#8217;organizzazione locale <a href="http://www.change.org/groups/luleki_sizwe" target="_blank"><strong>Luleki Sizwe</strong> </a>denuncia una media di dieci “stupri correttivi” a settimana contro le lesbiche nere, soprattutto quelle appartenenti alle fasce più povere della popolazione.</p>
<p><em>“I always say to people that I’m an activist before I’m an artist. <strong>To me, you take a particular photo in order for other people to take action.</strong> <strong>So you become an agent for change in a way.</strong> I say that I am a visual activist because it’s important to me to go beyond just being a photographer. Because you know, that sounds so sexy and it’s a &#8216;profession&#8217;. I think to myself what’s the point of just taking a picture? What happens after that? <strong>I’m doing what I’m doing to make a statement and also to say to people: This is possible.”</strong></em></p>
<p>Zanele Muholi ha iniziato il suo percorso fotografico con il desiderio di <strong>commemorare le</strong> <strong>persone a cui non è dato spazio tra le pagine dei libri</strong> e che, anche nella quotidianità, si tenta di eliminare, sia concettualmente che fisicamente. È nato così il progetto <strong><a href="http://stevenson.info/exhibitions/muholi/index_faces2011.html" target="_blank">Faces and Phases</a> </strong>che ritrae i volti delle lesbiche nere incontrate in Sudafrica, Canada, Europa e in altri Stati africani. Dai loro sguardi, che grazie alle sue opere possiamo incrociare in <strong>un delicato e profondo faccia a faccia</strong>, emergono la determinazione, le scelte, la dignità, le lotte, la complicità, la fierezza e <strong>la rivendicazione del “diritto ad essere pienamente sé stesse e a poter amare liberamente”. </strong></p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/kIhh_Xo3fIA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong><a href="http://www.stevenson.info/artists/muholi.html" target="_blank">Le immagini raccolte da Zanele</a></strong> sono<strong> un prezioso documento storico e un intenso archivio emozionale sulla sessualità e sulla questione di genere nel continente africano</strong>. Nonostante i numerosi riconoscimenti internazionali (tra gli altri, il premio Casa Africa alla Biennale di Bamako del 2009), <strong>l</strong><strong>a fotografia resta per lei lo strumento che permette di raccontare i sentimenti e le storie d’amore delle persone che incontra,</strong> i cosiddetti <strong>“frammenti di una nuova storia”</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5310" title="Zanele Muholi" src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/02/zanele21.jpg" alt="" width="636" height="140" /></p>
<hr size="1" noshade="noshade" />A fine 2011 è stato reso pubblico il <a href="http://www2.ohchr.org/english/bodies/hrcouncil/docs/19session/A.HRC.19.41_English.pdf" target="_blank"><strong>report delle Nazioni Unite</strong> </a>che illustra la situazione della comunità LGBT a livello mondiale, monitorando le discriminazioni contro le persone con un diverso orientamento sessuale.</p>
<p>Ancora una volta parlare di <em>diverso (orientamento sessuale)</em> presuppone una norma dalla quale una presunta diversità si allontanerebbe. E se, invece, considerassimo <strong>come norma la complessità e la singolarità degli individui e come diversità le infinite sfumature tra questi? </strong></p>
<hr size="1" noshade="noshade" /><strong><span style="color: #800000;">MARIA GIOVANNA CASU</span></strong>, laureata in <strong>antropologia</strong> all’<strong>Università Sapienza di Roma</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Per saperne di più: </strong>il sito di <a href="http://www.zanelemuholi.com/" target="_blank">Zanele Muholi</a></p>
<p>Attivismo in SudAfrica: <a href="http://www.few.org.za/" target="_blank">Forum for the Empowerment of Women</a> | <a href="http://www.mask.org.za/" target="_blank">Behind the Mask</a> | <a href="http://www.cmt.org.za/documentaries-and-features/documentary-list/apostles-of-civilised-vice/" target="_blank">Apostles of Civilised Vice</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://affrica.org/zanele-muholi-l-attivista-sudafricana-che-ricompone-i-frammenti-di-una-nuova-storia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Sardegna corsi gratuiti di lingua italiana per cittadini extracomunitari</title>
		<link>http://affrica.org/in-sardegna-corsi-gratuiti-di-lingua-italiana-per-cittadini-extracomunitari/</link>
		<comments>http://affrica.org/in-sardegna-corsi-gratuiti-di-lingua-italiana-per-cittadini-extracomunitari/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 00:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Affrica-mc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prendi nota!]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[corsi gratuiti]]></category>
		<category><![CDATA[lingua italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://affrica.org/?p=5291</guid>
		<description><![CDATA[Anche quest’anno – è la quarta edizione – si terranno i corsi gratuiti di lingua italiana L2 finalizzati principalmente a permettere ai cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia di acquisire le competenze necessarie della lingua e della cultura italiana.
I corsi sono organizzati dall’Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
Sono diverse le tipologie e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5292" title="logoregione" src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/02/logoregione.gif" alt="" width="106" height="85" />Anche quest’anno – è la quarta edizione – si terranno i <strong>corsi gratuiti di lingua italiana L2 </strong>finalizzati principalmente a permettere ai <strong>cittadini extracomunitari </strong>regolarmente soggiornanti in Italia di acquisire le competenze necessarie della lingua e della cultura italiana.</p>
<p>I corsi sono organizzati dall’Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.</p>
<p>Sono diverse le tipologie e i livelli dei corsi previsti:</p>
<ul>
<li> livello a2 – elementare ii livello;</li>
<li>livello b1 – intermedio i livello;</li>
<li>livello b2 – intermedio ii livello;</li>
<li>livello c1 &#8211; avanzato i livello.</li>
</ul>
<p>Per partecipare alla selezione i candidati dovranno far pervenire la propria <strong>domanda entro il 12 marzo 2012</strong>, a mezzo di posta raccomandata o a mano, presso la scuola indicata dal candidato come sede prescelta (<strong>Cagliari, Oristano, Sassari, Nuoro, Siniscola, Tempio, Olbia, Carbonia, San Gavino, Tortolì</strong>).</p>
<p>I corsi hanno una durata di 70 ore, la <strong>frequenza è obbligatoria</strong>. Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza ai corsisti che avranno partecipato ad almeno il 70% delle ore corso previste. E’ previsto anche il <strong>rimborso spese viaggio</strong> per coloro che utilizzeranno i mezzi pubblici , fino ad un massimo di 70 euro.</p>
<p><strong>Per maggiori informazioni: <a href="http://www.regione.sardegna.it/j/v/13?s=188465&amp;v=2&amp;c=3&amp;t=1" target="_blank">Regione Autonoma della Sardegna</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://affrica.org/in-sardegna-corsi-gratuiti-di-lingua-italiana-per-cittadini-extracomunitari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuove dall’Unione Africana…</title>
		<link>http://affrica.org/nuove-dall-unione-africana/</link>
		<comments>http://affrica.org/nuove-dall-unione-africana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 00:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Affrica-mc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[Sud Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Boni Yayi]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Africana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://affrica.org/?p=5261</guid>
		<description><![CDATA[Si è svolto all’insegna di importanti novità il XVIII Vertice dell’Unione Africana che, dal 23 al 30 gennaio, ha animato la città di Addis Abeba.  A contraddistinguere l’evento l’assenza di un leader storico, il Colonnello Gheddafi, padre dell’Unione Africana, promotore degli Stati Uniti d’Africa e principale finanziatore dell’organizzazione. Accanto a questa assenza, però, anche l’entrata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></em></strong><img class="alignleft size-full wp-image-5286" title="UA" src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/02/4_0.jpg" alt="" width="299" height="197" />Si è svolto all’insegna di importanti novità il <strong>XVIII Vertice dell’Unione Africana</strong> che, dal 23 al 30 gennaio, ha animato la città di <strong>Addis Abeba</strong>.  A contraddistinguere l’evento l’assenza di un leader storico, il <strong>Colonnello Gheddafi</strong>, padre dell’Unione Africana, promotore degli Stati Uniti d’Africa e principale finanziatore dell’organizzazione. Accanto a questa assenza, però, anche l’entrata di un nuovo Paese, il <strong>Sud Sudan</strong> al quale è stato dato il benvenuto come <strong>54° membro</strong> dell’UA.</p>
<p>Tra le altre novità l’apertura della <strong>nuova sede</strong> che, grande e sfarzosa, è stata realizzata grazie ai finanziamenti del Governo cinese e inaugurata per l’occasione. E proprio i rappresentati cinesi hanno dato il via ai lavori con un discorso incentrato sull’importanza della partnership Cina-Africa e sull’impegno per rafforzare il dialogo esistente, anche attraverso la concessione di un ingente finanziamento (circa € 72 milioni) destinato a sostenere l’UA nei prossimi 3 anni. <strong><em></em></strong></p>
<p>Hanno presieduto al vertice non solo i Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri, ma anche il <strong>Segretario Generale delle Nazioni Unite</strong>, Ban Ki-Moon, il quale ha chiesto ai rappresentanti dei governi africani di impegnarsi per una maggior applicazione della <strong>Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo</strong>. Secondo Ban Ki-Moon, infatti, solo attraverso il rispetto dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali è possibile creare le condizioni per la stabilità e lo sviluppo del Continente. Il Segretario, inoltre, ha posto particolare attenzione alle donne e ai giovani: alle prime deve essere data la possibilità partecipare maggiormente alla vita politica e, ai secondi, deve essere garantito un futuro migliore attraverso azioni che combattano la povertà e la disoccupazione.</p>
<p>Di carattere economico il tema centrale del vertice: “<strong><em>Promuovere il commercio interafricano</em></strong>”. Questa priorità e sorta dalla constatazione che, nonostante la crisi internazionale, l’Africa continua a registrare un tasso di crescita favorevole &#8211; intorno al 6% &#8211; con previsioni positive per il 2012. Ma, poiché la diminuzione di esportazioni verso i Paesi ricchi e il conseguente aumento del prezzo dei prodotti – soprattutto idrocarburi e materie prime – fanno temere un rischio di inflazione diffusa, è necessario rafforzare gli scambi intra-africani che, attualmente, rappresentano appena il 10% degli scambi totali dei Paesi africani. L’aspetto economico, però, deve essere affiancato da misure che favoriscano la stabilità e la sicurezza, azioni che rafforzino l’integrazione continentale e iniziative che promuovano lo sviluppo di infrastrutture come mezzo per combattere la povertà.</p>
<p>Punto caldo dell’incontro è stata la corsa per la Presidenza della Commissione, l’organo esecutivo dell’UA. La sfida si è disputata tra il presidente uscente, il gabonese <strong>Jean Ping</strong>, e il Ministro degli Interni del Sudafrica, <strong>Nkosazana Diamini-Zuma</strong>, ex moglie del Presidente Jacob Zuma. Nessuno dei due candidati, però, ha ottenuto la maggioranza necessaria (2/3 dei voti) per la nomina. Le elezioni, quindi, sono state rimandate al vertice di Malawi del prossimo giugno.<img class="alignright size-full wp-image-5287" title="Thomas Yayi" src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/02/Thomas-Yayi.jpg" alt="" width="165" height="252" /></p>
<p>Ciò che, però, è emerso è la profonda divisione che sussiste tra la maggior parte dell’Africa occidentale e orientale, che sostiene Ping, e buona parte dell’Africa anglofona che sostiene Zuma.</p>
<p>Nessun ostacolo, invece, si è presentato per la nomina del Presidente di turno all’Unione Africana, carica che, secondo il principio di rotazione previsto, quest’anno doveva essere affidata a un Paese dell’Africa occidentale. Il presidente uscente, l&#8217;equato-guineanoTheodor Obiang Nguema ha consegnato le redini al Capo di Stato del Benin, <strong>Thomas Boni Yayi</strong> il quale, speranzoso, si è augurato che il 2012 “<strong><em>sia per l’Africa un anno di benedizione, pace e prosperità</em></strong>”.</p>
<p><strong><span style="color: #800000;">MARCELLA TRAMATZU</span>, CSAS &#8211; Centro Studi Africani in Sardegna</strong></p>
<p>__________________________________________________________________</p>
<p>* <strong>Muhamar Gheddafi</strong> è stato il promotore della trasformazione dell’Organizzazione dell’Unità Africana in Unione Africana, ufficialmente nata con il <strong>Vertice di Sirte</strong> del 1999. L’idea del Colonnello era creare un’entità sovranazionale (con potere decisionale negli ambiti della difesa e della politica estera) che agisse come polo unico africano nel dialogo internazionale.</p>
<p>Non più rappresentata dal suo leader, la Libia ha partecipato al Vertice con una delegazione. Dall’ottobre 2011, infatti, sebbene non ancora riconosciuto da molti Paesi dell’Unione, il Consiglio Nazionale di Transizione ricopre un proprio seggio all’Ua.</p>
<p><strong>Fonti: AU, Atlasweb.it</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://affrica.org/nuove-dall-unione-africana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Lorenzo. Lettera a mio figlio&#8221; di Mario Neri</title>
		<link>http://affrica.org/lorenzo-lettera-a-mio-figlio-di-mario-neri/</link>
		<comments>http://affrica.org/lorenzo-lettera-a-mio-figlio-di-mario-neri/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 22:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Affrica-mc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione internazionale allo sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://affrica.org/?p=5122</guid>
		<description><![CDATA[“Vedo, vivo, e non so trarre conclusioni, proprio su nulla”
 
 
Lorenzo. Lettera a mio figlio si presenta, come evidente sin dal titolo, sotto forma di una lunga lettera, una sorta di autobiografia volta a far capire al proprio figlio il perché, e il come, l&#8217;autore abbia fatto determinate scelte di vita. Una vita ricca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-5123" title="COP lorenzo" src="http://affrica.org/wp-content/uploads/2012/02/COP-lorenzo.jpg" alt="" width="228" height="335" />“Vedo, vivo, e non so trarre conclusioni, proprio su nulla”</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Lorenzo. Lettera a mio figlio </em>si presenta, come evidente sin dal titolo, sotto forma di una lunga lettera, una sorta di <strong>autobiografia</strong> volta a far capire al proprio figlio il perché, e il come, l&#8217;autore abbia fatto determinate scelte di vita. Una vita ricca di decisioni non facili, non comuni, non sempre comprensibili: la vita di chi decide di essere <strong>medico in Africa</strong>, per scelta e non per missione.</p>
<p><em> </em></p>
<p>Ma sin dall&#8217;inizio è ben chiaro che questo romanzo è molto più di una questione privata, di un raccontarsi al proprio figlio. La forma è poco più che un pretesto, forse solo lo stimolo per riordinare i propri ricordi e metterli per iscritto. Il risultato di questo lavoro è un libro che <strong>parla a un pubblico molto più ampio</strong>, e fornisce al lettore molti spunti di riflessione su un lavoro che è spesso frainteso.</p>
<p><em> </em></p>
<p>Non c&#8217;è, in <em>Lorenzo</em>, la santificazione di chi sceglie di partire come cooperante. C&#8217;è la storia di un giovane uomo, idealista, obiettore di coscienza, che si iscrive a medicina per mettersi “al servizio dell&#8217;umanità”. È disposto ad andare in galera per diserzione, il giovane Mario Neri, se non dovesse arrivare l&#8217;opportunità di fare il “servizio sostitutivo”, quello che oggi è il <strong>servizio civile</strong>. È una storia di scelte, più che di predestinazione.</p>
<p>Fortunatamente il giovane medico riesce a trovare una ONG che lo spedisce in Somalia. E qui inizia il racconto vero e proprio di tutte le esperienze vissute in <strong>numerosi paesi africani</strong> (oltre alla Somalia, lavorerà in Mauritania, Mali, Sierra Leone, Ciad, Senegal, Angola, Repubblica Centrafricana), inframezzate da periodi in Europa e soggiorni in India.</p>
<p><em>Lorenzo </em>getta anche luce sul mondo della <strong>cooperazione internazionale</strong>, erroneamente mitizzato da alcuni, e disprezzato da altri, altrettanto scorrettamente perché non si può fare di tutta l&#8217;erba un fascio. Ci sono, certo, i soldi deviati per avidità personale, così come ci sono i missionari guidati dalla fede e dalla convinzione di essere nel giusto. Ma soprattutto ci sono uomini e donne che <strong>scelgono una professione non facile</strong>, perché è quello che amano fare. Persone che commettono anche errori, umanamente, ma che cercano comunque di fare del proprio meglio.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Lorenzo</em>, poi, parla anche di <strong>un mondo che non c&#8217;è più</strong>. Di quello per cui bastava essere un giovane  idealista neolaureato in medicina per essere spedito dall&#8217;altro capo del mondo, perché la cooperazione erano in pochi a volerla fare. Un mondo in cui le comunicazioni erano difficili, e andare in Africa significava davvero vivere in una dimensione parallela. Ora anche la cooperazione è diversa, è più professionale, c&#8217;è tantissima competizione tra giovani iper-qualificati, e si è sempre e comunque connessi. Soprattutto, l&#8217;icona del medico bianco che cura i bambini neri viene pian piano sostituita da quella dell&#8217;<strong>africano che ha potuto studiare</strong> e che sceglie di mettersi al servizio della sua gente.</p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">ANNALISA ADDIS</span>, CSAS &#8211; Centro Studi Africani in Sardegna</strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Lorenzo. Lettera a mio figlio</em> è edito da <strong>Iacobelli</strong>, e lo si può acquistare anche online <strong><a href="http://www.iacobellisrl.it/negozio/product_info.php?products_id=172&amp;osCsid=46a3c09ffafa0479ab01a2dd66b1b2e2" target="_blank">qui</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://affrica.org/lorenzo-lettera-a-mio-figlio-di-mario-neri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

